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Accogliente e familiare il Bed & Breakfast Il melograno sorge nella rigogliosa vegetazione del litorale romano.

A due passi dal mare di Ostia e dagli storici scavi di Ostia Antica.

La struttura b & b il melograno è ben collegata con il centro storico di Roma (circa 40 minuti di metropolitana) e offre oltre alla possibilità  di visitare le bellezze della città  eterna e dei vicinissimi scavi di Ostia Antica (secondi solamente a quelli di Pompei) la tranquillità  della vita lontana dallo stress metropolitano.

Vieni a trovarci l'ambiente familiare del b & b il melograno ti farà sentire come a casa.

Il Melograno

Bed & Breakfast

 

Via Enrico Josi, 35

00124 Roma


ilmelogranobbroma@gmail.com

Tel: +39 328 1839935
Tel: +39 392 3093544

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FAMILY ROOM
 

Questa camera è l'ideale per la famiglia, ampli spazi a disposizione, cabina doccia e bagno sempre ad uso esclusivo ad un prezzo pensato per chi ama viaggiare con tutto il nucleo familiare senza dover spendere una fortuna,

SUITE
 

La nostra suite curata in ogni particolare dispone di un bagno interno con doccia e di un comodo balconcino dove porersi rilassare a respirare un pò d' aria pura lontani dallo smog e dall inquinamento acustico,

 

Un pò di storia

 

Il Borgo e le antiche terme di Ostia Antica

 

 

ll vecchio borgo di Ostia Antica, tra i più interessanti di tutto il litorale laziale, è legato a due dei suoi monumenti, la chiesa di S. Aurea e il castello pontificio. Un primo centro abitato nacque nel V secolo, lungo la sponda sinistra del vecchio corso del fiume Tevere, e si sviluppò proprio intorno ad una basilica cristiana da ricollegare al culto della martire cristiana Aurea. A causa dei numerosi attacchi portati dai pirati saraceni che provenienti dal mare risalivano facilmente il Tevere fino a Roma, papa Gregorio IV tra l’827 e l’844, ritenne necessario fortificare il vecchio abitato con una cinta di mura merlate con torri e porte. Nei secoli seguenti l’importanza di Ostia Antica crebbe notevolmente sia per il controllo dei traffici marittimi e fluviali che per quello delle vicine saline. Allo stesso modo da un punto di vista politico e religioso, i vescovi di Ostia aumentarono la loro posizione di prestigio ed influenza perché proclamavano i pontefici neoletetti. Tra il X ed il XII secolo ben undici papi erano stati vescovi di Ostia. In tale ottica va letta la costruzione di una rocca da costruirsi a presidio del Tevere e del vecchio borgo. Con papa Martino V Colonna alla prima metà del Quattrocento venne costruito il grande torrione circolare, il Maschio, e subito dopo con il cardinale d’Estouteville si restaurarono le mura e l’intero borgo e poi alla fine dello steso secolo il cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, avviò la costruzione della chiesa di sant’Aurea e del castello. Fu quest’ultimo ad interessarsi notevolmente al castello, chiamando da Roma l’architetto Baccio Pontelli, come attestato dall’iscrizione sopra l’ingresso del fortilizio. Questi mise mano al progetto, riutilizzando la vecchia torre di Martino V Colonna quale maschio, alla quale affiancò due altre torri a creare così un unico corpo di fabbrica di forma triangolare. Il castello venne separato dall’abitato per mezzo di un fossato, scavalcabile attraverso un ponte che giungeva al rivellino e da qui un secondo ponte conduceva al castello. Le mura vennero realizzate in laterizio, con base perimetrale a scarpa con numerose aperture per le casematte, cordolo in travertino a dividere il tratto verticale e una lunga fila di archetti pensili su mensole con merlature guelfe. Passato il rivellino si entrava in un primo corpo di guardia e da qui, attraverso un secondo arco munito originariamente da saracinesca e controllato da due feritoie da difesa, si accede al cortile. Nel piccolo cortile ornato da un pozzo rinascimentale, si accede da un lato alle casematte e dall’altro agli appartamenti del piano nobile e agli ambienti di servizio. Le casematte sono collegate tra loro da un lungo e basso corridoio perimetrale che dà accesso alle varie postazioni tutte di forma romboidale con puntatura verso l’esterno. Lungo il corrodoio, in corrispondenza con i torrioni superiori, si incontrano, ben conservati, un forno ed una piscina di forma circolare a gradoni, forse una ghiacciaia. Lo scalone che conduce invece al piano nobile è ampio, percorribile anche dai cavalli, e decorato da preziosi affreschi, forse del Peruzzi. Gli spalti sommitali sono ancora perfettamente percorribili per tutto il perimetro e presentano le caditoie a sporto, le postazioni per le troniere e l’ingresso all’alto Maschio, sulla cui superficie si notano gli stemmi dei vari papi che vi hanno messo mano. Con l’alluvione e lo straripamento del Tevere del 1557, il letto del fiume, che anticamente lambiva il castello, si spostò di alcune centinaia di metri più a nord, causando l’impaludamento dell’area e il lento declino delle colture e dell’abitato stesso.

 

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